GIORNATA DELLA MEMORIA E “SPIRITO DI ASSISI”, ECCO IL MESSAGGIO DEL VESCOVO SORRENTINO

Carissimi,

eccoci al 27 del mese, giorno nel quale ci incontriamo, pur a distanza, come testimoni e costruttori di pace, in un impegno di preghiera e di riflessione, di dialogo e di incontro secondo lo “spirito di Assisi” inaugurato nel 1986 da Giovanni Paolo II e tanti altri leaders religiosi nella Città del Poverello. Questo 27 gennaio ci fa incrociare la Giornata della memoria relativa alla Shoah. Una ricorrenza tutt’altro che estranea allo “spirito di Assisi” e che abbiamo particolarmente a cuore nella nostra Chiesa locale per le note vicende che l’hanno legata indissolubilmente al popolo ebraico. Circa trecento ebrei furono salvati, grazie al coraggio di assisani che scelsero di non voltarsi dall’altra parte, a partire dal vescovo Nicolini. Tante volte ci siamo sentiti domandare, soprattutto dai più giovani, se tedeschi e italiani si accorgessero del destino disumano cui venivano consegnate tante persone con la sola “colpa” d’essere nate. Domanda imbarazzante, perché rimbalza su di noi. Che cosa avremmo fatto noi al loro posto? Mentre ci misuriamo con questo interrogativo e con quella oscura pagina di storia, dobbiamo prendere coscienza di ciò a cui siamo chiamati oggi, nel momento storico in cui viviamo. Per questa ragione, accanto alle iniziative per la memoria, abbiamo pensato di proporre anche una riflessione sul DISARMO (sabato 27 ore 15.00, Sala della Conciliazione del Comune di Assisi). Purtroppo anche la nostra nazione concorre in maniera consistente, se non addirittura determinante, nella produzione e nel commercio di armi che alimentano conflitti che, in tante parti del mondo, causano lutti, sofferenze e distruzione. Non possiamo far finta di non vedere. Con tutti gli uomini di buona volontà, dobbiamo denunciare questo scandalo. «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5,9). Per questa ragione, oltre a chiedervi di prendere parte, o almeno di unirvi spiritualmente, all’iniziativa, affido in particolare alla nostra comune preghiera le popolazioni dello YEMEN, vittime dei pesanti bombardamenti dell’aviazione dell’Arabia Saudita armata con le bombe costruite in Sardegna. Preghiamo poi perché anche il nostro Paese firmi il Trattato per la messa al bando delle armi nucleari come già tanti Paesi hanno fatto. Il Signore ci dia la pace.

+ Domenico, vescovo

Assisi, 25 gennaio 2018