Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,
carissimi fratelli e sorelle di tante fedi diverse,
in questo mese il consueto invito a pregare per la pace acquista un significato speciale. Il 27 ottobre ricorrono quarant’anni dall’incontro che riunì ad Assisi uomini e donne di tante tradizioni religiose. Riconosciamo in quella giornata un dono di Dio: una chiamata a mettere la preghiera e l’impegno quotidiano delle nostre comunità al servizio della pace. In quell’anniversario molti leader e fedeli di tante religioni saranno nuovamente riuniti in Assisi.
Quel dono ci affida una responsabilità. Lasciare cadere la promessa solenne di allora significherebbe sottrarci a una chiamata che oggi risuona ancora più urgente. Con umiltà francescana, chiedo a ciascuna e ciascuno di ascoltare e di rispondere all’umanità che mendica pace.
Come Francesco d’Assisi, siamo chiamati a spogliarci di ogni volontà di potenza, di ogni privilegio che ci separa dagli altri, di ogni accondiscendenza verso l’uso della forza. Siamo chiamati ad abbracciare la nonviolenza, tessuta di dialogo e di comprensione tra i popoli, di ascolto del grido dei poveri, di cura delle ferite aperte dalle troppe guerre. La fede ci chiede di avvicinarci a quelle ferite, di riconoscere ogni vittima come una sorella, un fratello, e di assumerci la fatica della riconciliazione.
I destini delle nazioni non sono interamente nelle mani di chi le governa e dei potenti della terra. Anche noi possiamo fare la nostra parte. Abbiamo una responsabilità particolare: togliere ogni giustificazione “sacra” alla violenza, impedire che il nome di Dio venga piegato a benedire le armi, non alimentare l’odio o legittimare la sopraffazione.
Preghiamo, dunque. Diamo seguito alla preghiera iniziata quarant’anni fa, lasciando che diventi parte della nostra vita e si converta in impegno. Educhiamo le nostre comunità alla pace; aiutiamo le popolazioni, tra le quali viviamo, a non coltivare sentimenti di vendetta; custodiamo la possibilità della riconciliazione anche dove il dolore sembra averla cancellata. La preghiera ci rende prossimi a chi soffre e ci chiede di diventare strumenti della pace che invochiamo.
In questo momento storico, nel quale il fragore delle armi e le false ragioni della guerra sembrano soffocare le voci della pace, vi invito a unirvi nella preghiera del prossimo 27 ottobre, ciascuno secondo la propria tradizione religiosa. Rivolgiamoci al Dio, invocato con nomi e parole differenti, per chiedere con rinnovata fede il dono della pace e la forza di servirla.
Possa il cammino iniziato ad Assisi continuare attraverso di noi. Possa ogni nostra comunità diventare un luogo in cui si impara a incontrarsi, a custodire la dignità di ogni persona e a prendersi cura gli uni degli altri.
Il Signore vi dia pace
Assisi, ottobre 2026
+ Felice Accrocca, vescovo
2610 – ITA – 40 anni 2610 – ENG – 40 anni 2610 – ARA – 40 anni 2610 – EBR – 40 anni 2610 – ESP – 40 anni 2610 – FRA – 40 anni 2610 – SLO – 40 anni
