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Torna l’appuntamento del 27 di ogni mese in ricordo storico incontro per la pace dedicato a questa minoranza dell’Afghanistan

SPIRITO DI ASSISI, IN PREGHIERA PER IL POPOLO HAZARA

ASSISI – Torna il 27 novembre l’appuntamento di preghiera per la pace, questo mese dedicato al popolo Hazara. L’appuntamento voluto dal vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino e portato avanti dalla Commissione diocesana per lo “Spirito di Assisi” si ripete con cadenza mensile. “Sono ancora vivi in noi – scrive il vescovo – i momenti e le iniziative che hanno accompagnato in Assisi il 33° anniversario dello storico incontro dei rappresentanti delle religioni per la pace nel mondo. L’edizione di quest’anno è stata caratterizzata dalla musica come linguaggio universale che si compone in armonia grazie alla diversità di generi, strumenti, suoni, pause, silenzi… tutti elementi che sembrano metafora perfetta dell’incontro e della preghiera di fedi diverse. Quest’anno abbiamo inteso celebrare in tante forme anche l’ottavo centenario della visita di Francesco al Sultano di Damietta, evento a cui ben si connette lo “spirito di Assisi”, e abbiamo generato un confronto tra i giovani rappresentanti delle religioni sul tema dell’economia in preparazione a “Economy of Francesco” che ci vedrà impegnati nel mese di marzo. Ora – continua monsignor Sorrentino – riprendiamo il cammino di speranza sostenuto dalla preghiera con la quale ciascuno di noi si rivolge a Dio ponendo l’attenzione sul popolo Hazara, una minoranza che vive nella martoriata terra dell’Afghanistan e che soffre persecuzione e violenza. Che il 27 prossimo si alzi la nostra invocazione e si congiunga al grido di dolore di quel popolo. Ciascuno con la propria comunità di fede, nel luogo e nell’ora che riterrà più opportuni non faccia mancare la preghiera perché, pietra su pietra, si costruisca la pace nel mondo e si accolga finalmente il dono di Dio”. Come di consueto religiosi e laici sono invitati a pregare per questa minoranza nei vari momenti e nelle celebrazioni eucaristiche della giornata. Non è previsto un momento comune, ma ognuno è invitato a pregare per questa intenzione nell’arco della giornata del 27 novembre.

 

In allegato l’Invito alla preghiera del vescovo monsignor Domenico Sorrentino e la Scheda informativa

2019.11 Invito alla Preghiera – Hazara (Italiano)

2019.11 Scheda Informativa – Hazara (Italiano)

2019.11 Invito alla Preghiera – Popolo Hazara (Inglese)

2019.11 Invito alla Preghiera – Popolo Hazara (Francese)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


CHIUSURA TRA PREGHIERA E MUSICA PER LO SPIRITO DI ASSISI

ASSISI – Particolarmente suggestivo è stato il momento di confronto e preghiera interreligiosa, che si è svolto domenica 27 ottobre pomeriggio nel refettorietto del Convento della Porziuncola, al quale hanno preso parte monsignor Domenico Sorrentino, Rav Joseph Levi, presidente della scuola fiorentina per il dialogo interrelioso di Firenze, Maurizio Ciarfuglia per la fede Baha’ì, Stella Yousif Milad, della Chiesa Copta-Ortodossa e Pawel Gajewski, pastore valdese, rev. Simon Cocksedge, della Chiesa Anglicana.

I leader religiosi si sono confrontati sul ruolo che l’economia svolge all’interno del proprio credo.

"È così bello – ha detto il vescovo - imparare ad ascoltarci anche nelle nostre differenze sentendole come ponti gettati gli uni verso gli altri alla ricerca di una verità sempre più profonda e grande. A questo seppe aprirsi il cuore di Francesco".

 


Entra nel vivo lo Spirito di Assisi: sabato incontro del Comitato della Civiltà dell’Amore, domenica 27 preghiera interreligiosa e in serata: “Francesco e il Sultano”

“LAVORIAMO INSIEME PER UN’ECONOMIA CHE ABBIA AL CENTRO L’UOMO”

Lo ha detto il vescovo monsignor Sorrentino all’apertura del convegno tra giovani di diverse religioni

ASSISI – “Che cosa ha a che fare l’economia con la giovinezza? Ha tanto a che fare perché l’economia è il vostro futuro. Un’economia che abbia al centro l’umanità. Mettendo insieme le nostre risorse ci accorgiamo che abbiamo tanto in comune, abbiamo tanto da costruire”. Lo ha detto il vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino monsignor Domenico Sorrentino in occasione della tre giorni dello Spirito di Assisi, iniziata venerdì 25 ottobre al Sacro convento con il confronto dialogico tra giovani di diverse religioni che hanno riflettuto sul tema: “Quale economia a partire dalle fedi”.  “Sognare un mondo di pace mentre ogni giorno sentiamo l’urlo della guerra è difficile – ha detto ancora monsignor Domenico Sorrentino – . Chi si è invecchiato nell’esperienza delle cose si è anche rassegnato. Noi non ci rassegniamo. Questo mondo è stato fatto bene da Dio. Non ci piace un mondo che ogni giorno deve essere devastato dalla guerra. Ecco perché ci rivolgiamo a voi giovani, abbiamo fiducia che possiate fare bene e meglio”. Dopo i saluti del preside dell’Istituto teologico, padre Giulio Michelini, la professoressa Annarita Caponera ha tenuto una relazione sul legame tra religione ed economia concludendo che, questi due ambiti, “si legano insieme perché c’è l’uomo che ne è il produttore e il beneficiario. Un’economia che non abbia un riferimento all’uomo e al suo modo di organizzare la vita, e la sua vita in comunità, non esiste. Il problema è quindi: quali sono le regole che devono essere osservate per garantire la produttività dei processi economici? La sfida è consentire alle religioni di tornare a disciplinare eticamente, moralmente, il mercato economico”. Nel merito dell’argomento sono poi entrati i relatori della tavola rotonda, moderata dal presidente della commissione Spirito di Assisi, don Tonio Dell’Olio che ha colloquiato con la musulmana Yasmin Doghri, Alessandro Busti (Baha’ì), Alessio Lanfaloni per i cattolici e Graziano Di Nepi, dell’Unione Giovani ebrei d’Italia (UGEI).  Attraverso gli interventi dei vari relatori sono emerse innanzitutto conoscenze e aspetti economici specifici di ciascuna fede religiosa ma l’unico filo conduttore sull’importanza della centralità dell’uomo nell’economia. Laddove questa presenza è secondaria rispetto al profitto nascono le ingiustizie. La tavola rotonda si è conclusa con alcuni interventi di giovani studenti che hanno portato la loro esperienza positiva nell’approccio, anche culinario, per quanto riguarda i ragazzi dell’Istituto Alberghiero presenti in sala, verso altre religioni. La tre giorni dello Spirito di Assisi continua sabato 26 ottobre con il convegno al Sacro convento a partire dalle ore 9,00 dal titolo: “La Civiltà dell’Amore per la pace e lo Sviluppo ambientale e sociale”, organizzato dal Comitato Civiltà dell’Amore. In serata nella Chiesa abbaziale di San Pietro, si esibirà l’Iberian Folk Ensemble, un’orchestra di chitarre tradizionali spagnole. Quest’anno ricorre anche l’ottavo centenario dell’incontro di San Francesco con il sultano Al Kamil, avvenuto, nel 1219, durante le manovre belliche della quinta crociata. Questo storico incontro sarà tematizzato nella serata finale delle manifestazioni, il 27 ottobre a partire dalle ore 21 nella Basilica Superiore di San Francesco, verrà eseguita in prima assoluta l’opera di teatro musicale “Francesco e il Sultano”, su libretto del sacerdote austriaco Peter Deibler e musica di Fausto Tuscano. Il pezzo verrà concertato nei giorni del Pellegrinaggio assieme a tutti i “pellegrini musicali” da un gruppo di artisti provenienti da Salisburgo, sotto la direzione del M.o Kai Röhrig.

 

 


GIORNATA DI PREGHIERA DEL 27 OTTOBRE

L'invito del vescovo Sorrentino a pregare per la popolazione curda

Carissimi,

le cronache del 1986 raccontano che, in quel primo 27 ottobre che vide i leaders religiosi riuniti per la pace, tacquero tutte le armi del mondo e i fronti di guerra non registrarono vittime e distruzioni. Quanto desideriamo che quel segno trovi accoglienza e attuazione ancora oggi e nei giorni a venire! In questi ultimi tempi la guerra è tornata a funestare il Medio Oriente, ancora in Siria, nel nord-est, ancora sulla pelle e sulle case di una popolazione, quella curda, provata da persecuzioni secolari. Uniamo le nostre forze affinché, dai templi e dalle case dei credenti nell’unico Dio, si levi la voce, umile e ferma, della preghiera, perché tutti gli uomini accolgano finalmente il dono della pace.    La preghiera muova le coscienze ad aprirsi alla voce di Dio. Uomini e donne impegnati nei campi di battaglia lascino cadere le armi dalle loro mani e si aprano piuttosto all’abbraccio fraterno. Ci rivolgiamo a coloro che pensano che sia indifferente fare affari con la vendita di ordigni di morte, perché riconvertano quella produzione e quel commercio in strumenti e vie della pace.   In questo trentatreesimo anniversario dello storico incontro di Assisi, voglia ascoltarci Dio e si aprano i cuori degli uomini. Ci ritroveremo pertanto, il  prossimo 27,   ad intrecciare le nostre preghiere affinché le  martoriate popolazioni della Siria possano presto  tornare ad assaporare la bellezza della serenità e della pacifica convivenza.

Il Signore ci dia pace.

+Domenico Sorrentino, vescovo

In allegato l’invito alla preghiera del vescovo monsignor Domenico Sorrentino


Al via il 25 ottobre la tre giorni in ricordo dell’incontro interreligioso del 1986. Previsto anche un pellegrinaggio musicale: domenica 27 in prima assoluta l’opera di teatro musicale “Francesco e il Sultano”

SPIRITO DI ASSISI NEL SEGNO DI “ECONOMY OF FRANCESCO”

Monsignor Sorrentino: “Così ci prepariamo al grande appuntamento di marzo con il Santo Padre, al quale hanno già dato la loro adesione 2.700 giovani di 174 Paesi”

ASSISI – “La riflessione che ci vede impegnati nello ‘Spirito di Assisi’ di questo ottobre 2019 prende spunto dalla grande iniziativa voluta da papa Francesco a marzo del prossimo anno nella Città Serafica: ‘Economy of Francesco’. C’è un contributo che le “fedi” possono dare a questo tema? Aspettiamo l’esito del confronto tra giovani di diversa matrice religiosa. Ma fin d’ora possiamo dire che fede ed economia non sono due mondi lontani”. A dirlo è il vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino monsignor Domenico Sorrentino in vista della tre giorni dello Spirito di Assisi, in ricordo dello storico incontro interreligioso per la pace voluto nel 1986 da San Giovanni Paolo II, che si svolgerà nella città serafica dal 25 al 27 ottobre. “I giovani delle diverse fedi rifletteranno sul senso di un’economia più solidale ed equa. Come il Santo Padre, anche voi abbiamo voluto metterli al centro di questa edizione: da loro ci aspettiamo che  siano protagonisti di una nuova cultura economica. Ci vogliamo preparare, seguendo diversi versanti, al grande appuntamento con il Papa al quale hanno già dato la loro adesione più di 2.700 tra giovani economisti, ricercatori e imprenditori, che andranno selezionati e provengono da 174 paesi”. Il programma prevede che venerdì 25 ottobre a partire dalle 10,15 nel salone papale del Sacro convento, i diversi relatori si confrontino sul tema: “Quale economia a partire dalle fedi”. Dopo l’introduzione di Annarita Caponera, ci sarà la tavola rotonda tra la musulmana Yasmin Doghri, Alessandro Busti (Baha’ì), Alessio Lanfaloni per i cattolici e Graziano Di Nepi, dell’Unione Giovani ebrei d’Italia (UGEI). Domenica 27 ottobre alle ore 12 monsignor Sorrentino celebrerà la santa messa per la pace nella Basilica Superiore di San Francesco. La preghiera interreligiosa si svolgerà domenica pomeriggio a partire dalle ore 16 nel refettorietto del Convento della Porziuncola e vi prenderanno parte monsignor Domenico Sorrentino, Rav Joseph Levi, presidente della scuola fiorentina per il dialogo interrelioso di Firenze, Maurizio Ciarfuglia per la fede Baha’ì, Stella Yousif Milad, della Chiesa Copta-Ortodossa e Pawel Gajewski, pastore valdese, rev. Simon Cocksedge, della Chiesa Anglicana. L’edizione di quest’anno sarà caratterizzata anche dal un pellegrinaggio musicale al quale prenderanno parte oltre cento musicisti (professionisti e studenti) provenienti da più parti del mondo. Per creare un’occasione concreta di scambio creativo e di studio, sabato 26 ottobre, a partire dalle ore 15, ci saranno quattro incontri con Imran Khan (India, sitar), Hossam Mahmoud (Egitto, oud), Michele Carreca (Italia, liuto) e Marco Socías (Spagna, chitarra), organizzati in successione “Come un canone”, su un percorso cittadino che farà tappa nelle tre piccole chiese di Santa Caterina, San Vitale e Sant’Apollinare e si concluderà nelle sale del Museo del Duomo di San Rufino. Ogni sera ci sarà un concerto. Venerdì 25 ottobre, nella Basilica Inferiore di San Francesco il chitarrista spagnolo Marco Socías presenterà brani solistici che hanno chiari riferimenti alle origini arabe della musica spagnola. Sabato 26, nella Chiesa abbaziale di San Pietro, si esibirà l’Iberian Folk Ensemble, un’orchestra di chitarre tradizionali spagnole. Quest’anno ricorre anche l’ottavo centenario dell’incontro di San Francesco con il sultano Al Kamil, avvenuto, nel 1219, durante le manovre belliche della quinta crociata. Questo storico incontro sarà tematizzato nella serata finale delle manifestazioni, il 27 ottobre a partire dalle ore 21 nella Basilica Superiore di San Francesco, verrà eseguita in prima assoluta l’opera di teatro musicale “Francesco e il Sultano”, su libretto del sacerdote austriaco Peter Deibler e musica di Fausto Tuscano. Il pezzo verrà concertato nei giorni del Pellegrinaggio assieme a tutti i “pellegrini musicali” da un gruppo di artisti provenienti da Salisburgo, sotto la direzione del M.o Kai Röhrig.

 


In occasione del 33esimo anniversario dell’incontro interreligioso del 1986, in programma dal 25 al 27 ottobre, ci sarà anche un pellegrinaggio musicale di studenti e professionisti da tutto il mondo

SPIRITO DI ASSISI, OLTRE 100 ARTISTI IN CAMPO PER LA PACE

Domenica 27 ottobre verrà eseguita in prima assoluta l’opera di teatro musicale “Francesco e il Sultano” a 800 anni dallo storico incontro

ASSISI – Artisti ad Assisi per la pace. Lo Spirito di Assisi, in ricordo dello storico incontro del 27 ottobre 1986 voluto da San Giovanni Paolo II che si svolgerà nella città serafica dal 25 al 27 ottobre, non sarà solo confronto e preghiera, ma anche musica grazie alla partecipazione di oltre 100 musicisti, tra studenti e professionisti, provenienti da tutto il mondo. “Sarà un vero pellegrinaggio musicale – spiega Fausto Tuscano, assisano, compositore e docente all’Università di Salisburgo – che vuole rilanciare non solo il valore più profondo della pace, ma anche porre l’accento sulla necessità dell’apporto di nuovi ‘costruttori di pace’. La musica, e più nello specifico il suono, è l’elemento che più unisce gli uomini di ogni nazionalità, religione, etnia. Assisi sarà quindi il punto d’incontro di musicisti (professionisti e studenti) provenienti da più parti del mondo, esponenti di vari sistemi musicali, che, inserendosi nello storico contesto dello “Spirito di Assisi”, cercheranno di fornire un prezioso contributo al dialogo interreligioso per la pace”. L’incontro musicale è dedicato principalmente ai quattro strumenti a pizzico più diffusi nel mondo: la chitarra, il liuto, l’oud (liuto arabo) e il sitar, considerati come ‘ambasciatori’ di pace tra Oriente e Occidente, ma anche tra passato e presente. Per creare un’occasione concreta di scambio creativo e di studio tra i quattro solisti di fama internazionale, che qui ad Assisi saranno i rappresentanti delle diverse culture musicali, e tutti i partecipanti del Pellegrinaggio, sabato 26 ottobre, a partire dalle ore 15, ci saranno quattro incontri con Imran Khan (India, sitar), Hossam Mahmoud (Egitto, oud), Michele Carreca (Italia, liuto) e Marco Socías (Spagna, chitarra), organizzati in successione “Come un canone”, su un percorso cittadino che farà tappa nelle tre piccole chiese di Santa Caterina, San Vitale e Sant’Apollinare e si concluderà nelle sale del Museo del Duomo di San Rufino. Ogni sera ci sarà un concerto. Venerdì 25 ottobre, nella Basilica Inferiore di San Francesco il chitarrista spagnolo Marco Socías presenterà brani solistici che hanno chiari riferimenti alle origini arabe della musica spagnola. Sabato 26, nella Chiesa abbaziale di San Pietro, si esibirà l’Iberian Folk Ensemble, un’orchestra di chitarre tradizionali spagnole. Quest’anno ricorre anche l’ottavo centenario dell’incontro di San Francesco con il sultano Al Kamil, avvenuto, nel 1219, durante le manovre belliche della quinta crociata. Questo storico incontro sarà tematizzato nella serata finale delle manifestazioni, il 27 ottobre a partire dalle ore 21 nella Basilica Superiore di San Francesco, verrà eseguita in prima assoluta l’opera di teatro musicale “Francesco e il Sultano”, su libretto del sacerdote austriaco Peter Deibler e musica di Fausto Tuscano. Il pezzo verrà concertato nei giorni del Pellegrinaggio assieme a tutti i “pellegrini musicali” da un gruppo di artisti provenienti da Salisburgo, sotto la direzione del M.o Kai Röhrig. “Ogni nota, dalla più semplice dell’allievo, a quelle più complesse e articolate dei grandi maestri – conclude Tuscano – troverà la sua giusta collocazione nel grande mosaico della pace che, speriamo, con lo stimolo iniziale dei tre giorni di Assisi, si andrà a formare duraturo nel tempo”.


Dal 25 al 27 ottobre torna l’appuntamento con lo Spirito di Assisi, a 33 anni dallo storico incontro per la pace di San Giovanni Paolo II

GIOVANI DI DIVERSE RELIGIONI A CONFRONTO E IN PREGHIERA PER UNA NUOVA ECONOMIA

Il vescovo: “Ascolto e condivisione tra i diversi leaders per prepararci a Economy of Francesco”

ASSISI – Nuovo appuntamento in preparazione di “Economy of Francesco”. Il 33esimo anniversario dello Spirito di Assisi che ricorda lo storico incontro per la pace del 27 ottobre 1986, voluto da San Giovanni Paolo II, ha infatti come titolo: “Dare un’anima all’economia”. I diversi rappresentanti delle fedi religiose si ritroveranno qui in Assisi, dal 25 al 27 ottobre per vivere insieme momenti di preghiera, di confronto e partecipare a un pellegrinaggio musicale con oltre 100 artisti, tra giovani studenti e professionisti, provenienti da tutto il mondo, realizzato in collaborazione con Fausto Tuscano, assisano e professore di musica all’Università di Salisburgo.  “Quello che sta accadendo in diverse parti del mondo, con una escalation in questi giorni in Siria –  spiega monsignor Domenico Sorrentino – ci spinge a far sentire più forte che mai la nostra richiesta di pace.  Lo “Spirito di Assisi” non è uno slogan ma uno stile di vita che, ripudiando la guerra, mette al centro il rispetto della persona umana, la fraternità tra tutti gli esseri umani, il rispetto dell’ambiente, invocando un’economia di giustizia e solidarietà. Ci prepariamo così all’appuntamento del marzo prossimo “The Economy of Francesco” voluto dal Pontefice che ha invitato qui in Assisi giovani economisti, ricercatori e imprenditori per parlare di economia sostenibile e solidale.  Mettendoci in cammino per l’appuntamento del 2020, questo anniversario dello Spirito di Assisi vedrà giovani rappresentanti delle diverse religioni confrontarsi sulla necessità di realizzare una nuova cultura economica”. Il programma prevede che venerdì 25 ottobre a partire dalle 10,15 nel salone papale del Sacro convento, i diversi relatori si confrontino sul tema: “Quale economia a partire dalle fedi”. Dopo l’introduzione di Annarita Caponera, ci sarà la tavola rotonda tra la musulmana Yasmin Doghri, Alessandro Busti (Baha’ì), Alessio Lanfaloni per i cattolici e Graziano Di Nepi, dell’Unione Giovani ebrei d’Italia (UGEI).  La preghiera interreligiosa si svolgerà domenica 27 ottobre a partire dalle ore 16 nel refettorietto del Convento della Porziuncola e vi prenderanno parte monsignor Domenico Sorrentino, Rav Joseph Levi, presidente della scuola fiorentina per il dialogo interrelioso di Firenze, Maurizio Ciarfuglia per la fede Baha’ì, Stella Yousif Milad, della Chiesa Copta-Ortodossa e Pawel Gajewski, pastore valdese, rev. Simon Cocksedge, della Chiesa Anglicana.

 

 

 


A SENIGALLIA UN INCONTRO SUL DOCUMENTO PER LA FRATELLANZA UMANA

SENIGALLIA – Giovedì 10 ottobre alle ore 21 presso il teatro Portone a Senigallia don Tonio Dell’Olio (Presidente della Pro Civitate Christiana) e Lorenzo Fazzini (giornalista e direttore EMI) presenteranno il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, firmato lo scorso febbraio da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb.

A seguire il vescovo monsignor Francesco Manenti e l’Imam Boulkhair di Senigallia firmeranno una Carta che attesta l’impegno delle rispettive religioni a rendere effettivi i contenuti del Documento sulla Fratellanza umana che Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb hanno sottoscritto lo scorso febbraio.

Per ulteriori informazioni cliccare qui

 


È dedicata alla custodia della “casa comune” la giornata del 27 settembre in ricordo dello storico incontro per la pace del 1986

ASSISI PREGA PER IL CREATO

ASSISI – Torna l’appuntamento spirituale di preghiera per la pace del 27 di ogni mese, in ricordo dello storico incontro del 1986, che a settembre è rivolto alla custodia del Creato. “Per rispondere alla crisi ecologica che non conosce frontiere – scrive il vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino – e minaccia la vita con conseguenze che possono rivelarsi catastrofiche, le religioni sono chiamate a tenersi per mano nella difesa del creato. Siamo peraltro ben consapevoli dell’intima relazione che esiste tra questione ecologica e conflitti armati, tra cambiamenti climatici e fenomeno migratorio, tra inquinamento e minaccia alla vita degli uomini, tra gli incendi in Amazzonia, in Siberia e in altre aree del pianeta ed effetto serra. Dalla terra, così come da ogni essere vivente, sembra alzarsi un grido di dolore che le religioni, con tutti gli uomini e donne di buona volontà, sono chiamate ad accogliere per costruire insieme una pace autentica. Per queste ragioni il 27 settembre – aggiunge ancora il vescovo – invitiamo a rivolgersi all’unico Dio per chiedergli di aiutarci a rispettare e custodire la terra, nostra casa comune, impegnandoci ad adottare stili di vita conseguenti e a promuovere scelte politiche, locali e planetarie, finalizzate a preservare l’intera creazione di cui l’essere umano è parte. “Laudato si’, mi’ Signore, cum tucte le tue creature”. Questi accenti del Cantico di san Francesco di Assisi, che sono il filo d’oro dell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco, siano anche il filo d’oro della nostra preghiera”. Per la preghiera non è previsto un momento comune, ma ognuno è invitato a pregare per questa intenzione nei vari momenti e nelle celebrazioni eucaristiche della giornata del 27 settembre.

In allegato l’invito alla preghiera del vescovo monsignor Domenico Sorrentino e la relativa scheda

 

 


LEADER MUSULMANI RIBADISCONO L’ADESIONE AL DOCUMENTO SULLA FRATELLANZA

A quasi sei mesi dalla firma ad Abu Dhabi del Documento sulla Fratellanza Umana, sottoscritto da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb, 22 leader e intellettuali musulmani sunniti, sciiti e sufi hanno firmato un testo di 15 pagine per ribadire il loro sostegno al Documento

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

“Un punto di partenza” e “di non ritorno”. Così, secondo quanto riportato da “La Croix”, 22 leader e intellettuali musulmani sunniti, sciiti e sufi definiscono il Documento sulla Fratellanza Umana per la pace mondiale e la convivenza comune, firmato ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, nel corso della visita di Papa Francesco tenutasi dal 3 al 5 febbraio scorso. Un documento congiunto e sottoscritto insieme al Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb per ribadire insieme che la cultura del dialogo è la via per vivere in pace, conoscendosi reciprocamente.

La Fratellanza per la conoscenza e la cooperazione

E’ il titolo del testo di 15 pagine nato su iniziativa dell’Imam Yahya Pallavicini, presidente della Coreis italiana (Comunità religiosa islamica), insieme all’Istituto di Studi Islamici in Francia e ad un piccolo gruppo di altri leader musulmani che avevano già firmato la Lettera dei 138 intellettuali musulmani a Papa Benedetto XVI, nel 2007, o alla Dichiarazione di Marrakesh sulle minoranze religiose nel 2016. Nel testo si definisce il Documento sulla Fratellanza Umana come “un evento istituzionale senza precedenti nella storia delle relazioni tra cristiani e musulmani”, il segno dell’apertura di una nuova fase orientata “verso il riconoscimento della legittimità e la provvidenziale diversità di rivelazioni, teologie, religioni, lingue e comunità religiose”.

Diversità per mettere in pratica la fraternità

I 22 leader e intellettuali musulmani evidenziano come le diversità non siano più considerate “come una chiamata alla conquista o al proselitismo, o un pretesto per una semplice tolleranza di facciata”, ma piuttosto un’opportunità per mettere in pratica la fraternità che è “una vocazione contenuta nel piano di Dio per la creazione”. Pertanto, il dialogo interreligioso, che era già “raccomandato dal Corano”, appare oggi “vitale”.

Costruire una rete di dialogo tra cristiani e musulmani

L’intento del recente testo – riferisce l’Imam Pallavicini – è quello di esortare alla riflessione “sulla Dichiarazione, sul suo metodo, sul suo linguaggio: discuterne in modo fraterno, possibilmente critico, ma senza escludere apertamente il testo per ragioni ideologiche o politiche”. Il direttore del Coreis sottolinea che la firma di Abu Dhabi ha generato delle divisioni all’interno del mondo musulmano, non sono mancate critiche per l’iniziativa condotta dagli Emirati Arabi e portata avanti dal Grande Imam di Al-Azhar. Alcuni esponenti religiosi hanno anche deciso di non sottoscrivere il testo: “La Fratellanza per la conoscenza e la cooperazione”. Chi ha firmato – ha spiegato Pallavicini – intende raccogliere l’invito a costruire una “fraternità umana” oltre i confini religiosi, l’intenzione è di “promuovere iniziative locali sulla base di questa dichiarazione”, anche “a livello accademico”, costituendo una “rete di sostegno al dialogo tra cristiani e musulmani”.