Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,
carissimi fratelli e sorelle di tante fedi diverse,
l’intenzione che affidiamo alla preghiera del prossimo 27 agosto riguarda una minaccia nuova e gravissima: l’impiego dell’intelligenza artificiale a scopo bellico.
Sistemi capaci di individuare obiettivi, selezionare persone da colpire e orientare decisioni di vita o di morte vengono già utilizzati nei conflitti. La rapidità delle macchine rischia di sottrarre queste scelte a ogni effettivo controllo umano, rendendo la guerra ancora più distruttiva e disumana. Papa Leone XIV, nella Magnifica humanitas, ammonisce: «Non esiste algoritmo che possa rendere la guerra moralmente accettabile» (n. 198).
L’intelligenza artificiale, che in tanti ambiti può contribuire alla cura, alla conoscenza e al benessere dell’umanità, non sia piegata alla logica delle armi e trasformata in strumento di morte.
Il 27 agosto, ciascuno secondo la propria fede e tradizione, preghiamo perché la coscienza dell’umanità si desti prima che sia troppo tardi. Preghiamo perché i governanti e la comunità internazionale stabiliscano regole stringenti ed efficaci, vietino le armi autonome letali e predispongano strumenti indipendenti di controllo. Ma alla preghiera uniamo anche l’azione: informare, vigilare, chiedere trasparenza, sostenere ogni iniziativa che rimetta la persona e la sua inviolabile dignità al centro delle scelte tecnologiche.
Da Assisi continuiamo a levare una voce comune: l’intelligenza dell’uomo sia posta al servizio della fraternità e della pace, mai della distruzione.
Il Signore vi dia pace
Assisi, agosto 2026
+ Felice Accrocca, vescovo
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