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SPIRITO DI ASSISI – 27 MAGGIO PREGHIERA INTERRELIGIOSA PER LA PACE

Prgehiera per la riduzione e/o il condono del debito ai paesi poveri

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,

carissimi fratelli e sorelle di tante fedi diverse,

da Assisi, terra di san Francesco, vi raggiungiamo con una richiesta che nasce dall’ascolto del grido dei poveri e dalla consapevolezza che oggi una delle forme più dure di oppressione passa attraverso il peso di un debito che soffoca interi popoli.

Milioni di persone vivono in Paesi schiacciati da obblighi finanziari impossibili da sostenere. Risorse che potrebbero essere destinate alla scuola, alla sanità, al lavoro, alla tutela della vita e dell’ambiente vengono invece assorbite dal pagamento di interessi e vincoli che non concedono respiro. La miseria, lo sappiamo, è la peggiore delle guerre: una guerra silenziosa che non lascia spazio al futuro, impedisce di programmare lo sviluppo, spegne la speranza e costringe milioni di esseri umani a vivere senza dignità.

Per questo nell’appuntamento mensile del prossimo mercoledì 27 vi chiediamo di unirvi in un tempo di preghiera comune, ciascuno secondo la propria fede e la propria tradizione, affinché si convertano i cuori di coloro che hanno responsabilità politiche, economiche e finanziarie. Preghiamo perché prevalgano giustizia, compassione e lungimiranza; perché il profitto non venga prima della persona; perché il debito non continui a essere uno strumento di dominio ma si apra la strada a processi di liberazione, remissione e rinascita.

La preghiera, tuttavia, da sola non basta se non si accompagna a gesti concreti. Per questo vi invitiamo a costruire azioni, segni pubblici, campagne comuni e percorsi di sensibilizzazione che aiutino il mondo a comprendere l’urgenza di invertire questa tendenza che schiaccia e opprime. Le religioni possono ancora parlare alla coscienza dell’umanità e ricordare che nessuna economia è giusta se sacrifica i più fragili.

Assisi ci richiama alla radicalità del Vangelo vissuto da san Francesco, che annunciò il perdono come dono gratuito di Dio da replicare nelle relazioni umane. E proprio in nome di quel “per-dono” crediamo sia possibile invocare anche il “con-dono” del debito: non come gesto di elemosina, ma come scelta di giustizia e di pace.

Vi chiediamo di camminare insieme in questo appello spirituale e umano, perché nessun popolo sia più condannato a sopravvivere senza futuro.

Il Signore vi dia pace

 Assisi, maggio 2026

+ Felice Accrocca, vescovo

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SPIRITO DI ASSISI – 27 APRILE PREGHIERA INTERRELIGIOSA PER LA PACE

Preghiera per il Libano

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,

carissimi fratelli e sorelle di tante fedi diverse,

da oltre un mese il Libano attraversa una grande prova. Migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case; intere famiglie vivono nello sbandamento, nella precarietà e in un clima diffuso di paura e d’incertezza. Le ferite sono profonde, visibili nei volti di chi ha perso tutto e nel silenzio di chi non riesce più a sperare. Soprattutto, i bombardamenti hanno provocato troppi morti.

Di fronte a tanto dolore, sentiamo il dovere di non restare indifferenti. Vi invito, con rispetto e fraternità, a unirvi in un momento di preghiera secondo le vostre tradizioni, perché il Dio della vita accolga le vittime, sostenga i loro familiari e consoli quanti piangono. Preghiamo per gli sfollati, perché trovino riparo e dignità; per i responsabili delle nazioni, perché si aprano vie di dialogo e di pace; per tutti noi, perché non venga meno il coraggio della solidarietà e della denuncia delle cause e dei responsabili della violenza. Non dobbiamo infatti dimenticare l’esempio di san Francesco: questi mirò principalmente a «spegnere le inimicizie» e «gettare le fondamenta di nuovi patti di pace», come ricorda un testimone oculare, Tommaso da Spalato, che vide il Santo predicare in piazza a Bologna, il 15 agosto 1222.

Assisi, città di pace che il 27 ottobre di 40 anni fa ospitò l’incontro di preghiera per la pace, promosso allora da san Giovanni Paolo II, desidera farsi ancora una volta luogo di incontro e d’invocazione comune. Alimentiamo insieme gli aliti di speranza che, pur fragili, continuano a soffiare nel cuore degli uomini e delle donne di buona volontà. Vi chiedo pertanto di unirvi spiritualmente, il 27 aprile prossimo, in un momento di preghiera per le popolazioni del Libano.

Vi accompagno con la mia benedizione e vi ringrazio per ogni gesto di vicinanza che saprete offrire.

Il Signore vi dia pace

Assisi, aprile 2026

+ Felice Accrocca, vescovo

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SPIRITO DI ASSISI – 27 MARZO PREGHIERA INTERRELIGIOSA PER LA PACE

Preghiera per il disarmo

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,

carissimi fratelli e sorelle di tante fedi diverse,

Il 27 di ogni mese torna per noi come un piccolo segno nel calendario della coscienza. Voglio raccogliere e dare seguito a questo mandato cui Mons. Domenico Sorrentino ha dato l’avvio ormai qualche anno fa. È il giorno che richiama la memoria dello storico incontro di Assisi, quando san Giovanni Paolo II convocò uomini e donne delle diverse religioni a pregare per la pace. Non fu un gesto simbolico soltanto: fu la proclamazione che le fedi, quando ascoltano la voce più profonda dello Spirito, non dividono ma custodiscono la vita.

Oggi quella memoria ci interpella con ancora maggiore urgenza. I numeri della corsa al riarmo crescono in ogni parte del mondo. Le armi si accumulano, le diffidenze si irrigidiscono, la paura diventa linguaggio politico. Ma sappiamo bene che gli arsenali non costruiscono sicurezza: alimentano instabilità e preparano le guerre di domani e diventano una minaccia di distruzione totale quando sono nucleari.

Per questo rivolgiamo un invito a credenti di ogni tradizione religiosa: il prossimo 27 marzo fermiamoci per pregare. Preghiamo ciascuno secondo la propria fede perché si apra nel mondo una stagione di disarmo, di dialogo e di responsabilità condivisa. Ma alla preghiera uniamo anche il coraggio dell’azione: educare alla pace, chiedere ai governi politiche di riduzione degli armamenti, sostenere percorsi di cooperazione e di giustizia tra i popoli.

Assisi ci ha insegnato che la pace nasce quando le religioni diventano sorgenti di fraternità. Facciamo in modo che quel seme continui a germogliare. Anche oggi, soprattutto oggi, il mondo ha bisogno di credenti che sappiano pregare e agire perché le armi tacciano e la pace trovi finalmente spazio nella storia.

Il Signore vi dia pace

Assisi, marzo 2026

+ Felice Accrocca, vescovo

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